Sul padre MDP

Estratto sull’Epifania

Publié le Mis à jour le

I Magi

Gesù, a Betlemme viene adorato dai pastori, gente estranea alla sua parentela, e fu cercato e adorato da uomini venuti da lontano, i magi, per portare doni al Re d’Israele, come racconta il Vangelo di Matteo. « I pastori furono guidati dagli angeli, senza intermediari. Dopo l’adorazione davanti alla mangiatoia, ritornarono al loro lavoro abituale, certo trasformati interiormente, ma senza che la loro vita ordinaria fosse modificata. I magi, guidati inizialmente solo da Dio, sono obbligati a fermarsi a Gerusalemme e a chiedere informazioni sul luogo in cui avrebbero trovato il re dei Giudei. L’itinerario dei magi non è semplice come quello dei pastori. Dovettero ricorrere alla sapienza degli uomini per poter arrivare a Betlemme, e ciò ha provocato nel cuore di Erode e dei suoi concittadini una grande gelosia nei confronti del bambino […]. Ecco perché i magi, sul punto di ripartire furono avvertiti in sogno di non fare ritorno a Gerusalemme ». (…)

« Un angelo in sogno avvisa Giuseppe di fuggire in Egitto, un comando chiaro, preciso, concreto (…) Senza alcuna esitazione, senza critiche, senza chiedersi se Giuseppe fosse sufficientemente prudente dando un tale ordine, Maria esegue immediatamente, nel silenzio della notte, con amore e con gioia la volontà di Dio. »

Estratto del libro di Piero Viotto,

La Vita di Maria, secondo Marie-Dominique Philippe”

Estratto sulla maternità divina di Maria

Publié le Mis à jour le

La Maternità divina di Maria

« Nella maternità umana, la madre non è la sorgente dell’anima, è la sorgente del corpo, perché l’anima è creata nel corpo, nella carne che viene dalla madre; in Maria, invece, la maternità si realizza nella stessa persona, perché lei « non è solamente la madre di Cristo, la madre dell’umanità di Cristo, ma è la madre di Dio, come la Chiesa ha definito nel Concilio di Efeso nel 431. » M.-D. Philippe commenta: « La maternità divina di Maria si compie nella persona del Verbo, diventato carne; è per questo che la sua maternità è contemplativa, perché non può ricevere il dono del Padre, il Figlio del Padre, frutto della contemplazione del Padre, che in una maniera contemplativa. » Maria è Madre di Dio nel senso di essere Madre del Verbo incarnato.

Concluendo la riflessione su questa nascita, unica ed eccezionale, p. Philippe rileva che « Maria diventa la « sposa del Padre » e che la sua maternità, nel nostro mondo fisico, è come une riflesso del mistero della paternità di Dio. »

Estratto del libro di Piero Viotto,

La Vita di Maria, secondo Marie-Dominique Philippe”

Estratto sulla nuova Eva

Publié le Mis à jour le

Maria e la creazione di Eva

Maria nell’economia della salvezza è la nuova Eva. La prima ha generato l’umanità nel peccato, perché ha disubbidito al comando del suo Creatore, la seconda, attraverso suo Figlio, libera l’umanità dal peccato e la rigenera alla vita soprannaturale. …

P. Philippe raccorda la nascita di Eva, madre dell’umanità, dalla costola di Adamo, alla nascita di Maria, madre della Chiesa, dal costato di Gesù, ferito dalla lancia del soldato romanno: « Bisogna unire questi due testi della Scrittura, l’inizio della Genesi e la fine del Vangelo di Giovanni, il punto di partenza e il punto di arrivo, dove appare il mistero della donna […] prima secondo l’ordine genetico, poi secondo l’ordine di perfezione ». È dalla donna che nasce l’Agnello redentore, che il Dragone a sette teste, simbolo del Diavolo vorrebbe uccidere, ed è la Chiesa, che il Diavolo, vorrebbe distruggere. Ma, come narra l’Apocalisse, alla fine del tempo, pur attraverso il travaglio delle lotte e delle persecutioni, il Demonio verrà sconfitto.

Estratto del libro di Piero Viotto,

La Vita di Maria, secondo Marie-Dominique Philippe”

Estratto sull’Immacolata Concezione

Publié le Mis à jour le

L’Immacolata Concezione

MD Philippe scrive in Tre misteri di misericordia: « Dobbiamo cercare di cogliere il mistero dell’Immacolata Concezione non solo in se stesso, ma alla sua fonte; e la sua fonte, appunto, è il mistero della misericoridia preveniente del Padre. Non può esservi misericordia più assoluta, più totale. San Tommaso parla della misericordia preveniente come di un gesto particolare della misericordia, nel senso più stretto; prevenire è proprio della misericordia » Poi aggiunge: « Se vogliamo capire che cosa sia la misericordia di prevenienza e il gesto di questa misericordia di Dio su di noi, dobbiamo sempre guardare al mistero dell’Immacolata Concezione: ne è il primo frutto, il frutto per eccellenza ». Maria non ha avuto bisogno della grazia sanans per essere liberata alla colpa, ma, come creatura, ha avuto bisogno della grazia elevans per essere inserita al livello soprannaturale della Divinità. MD Philippe rivela che l’Immacolata Concezione « ci monstra che il mistero della Croce non è in primo luogo un mistero di riscatto, di soddisfazione, ma è un mistero di amore, di sovrabbondanza di amore, misericordioso e gratuito.

Estratto del libro di Piero Viotto,

“La Vita di Maria, secondo Marie-Dominique Philippe”

Passaggio sulla piccolezza di Maria

Publié le Mis à jour le

La piccolezza di Maria

Maria è la più perfetta delle creature, che non ha mai peccato, mai nella sua libertà avrebbe potuto peccare. “Essa era la creatura che aveva il più alto senso della sua vulnerabilità, della sua piccolezza. Ed essendo a tal punto cosciente, essa la offriva a Dio molto più di quanto lo facciamo noi”. M-D. Philippe precisa che Maria “non aveva alcun diritto alla impeccabilità” et che “c’era in lei come una doppia vulnerabilità, la vulnerabilità fondamentale della creatura spirituale e la vulnerabilità personale che proveniva dalla pienezza della sua grazia.” Di conseguenza, pur essendo il capolavoro della creazione, aveva una “debolezza più grande di tutte le altre creature”.

Passaggio del libro di Piero Viotto,

“La Vita di Maria, secondo Marie-Dominique Philippe”

Passaggio sul padre MD Philippe, il compito del teologo

Publié le Mis à jour le

Il compito del teologo

Compito del teologo non è quello di esporre una sua propria dottrina, ma di analizzare l’insegnamento rivelato attraverso le Sacre Scritture e la Tradizione: “…fermarsi alle Scritture, dimenticando la Tradizione, sarebbe un errore; non considerare che la Tradizione sarebbe un altro errore.” Si tratta di “entrare nel mistero dell’economia divina, per cercare di comprendere il modo con cui Dio governa gli uomini, e progressivamente loro rivela il suo mistero. La rivelazione implica un divenire, una storia, il cui vertice è il mistero dell’Incarnazione, ordinato al mistero della Croce di Cristo, sorgente della salvezza.”

Passaggio del libro di Piero Viotto, “la Vita di Maria, secondo Marie-Dominique Philippe”

BIOGRAFIA di Padre Marie-Dominique PHILIPPE

Publié le Mis à jour le

Padre Marie-Dominique Philippe è nato a Cysoing (Nord) l’8 settembre 1912, ottavo di una famiglia di dodici figli, di cui sette donati alla Chiesa : tre domenicani e quattro suore contemplative.

Dopo aver terminato gli studi al collegio dei Gesuiti di Lille, entra nell’ordine di San Domenico a Amiens nel novembre 1930, dove fará professione nel novembre 1931, e fará i suoi studi di filosofia e di teologia al Saulchoir di Kain (Belgio) dal 1931 al 1938.

É ordinato prete nel luglio 1936. Laureato dapprima in filosofia, presenta in seguito la sua tesi di lettorato sulla Saggezza secondo Aristotele, e successivamete sostiene un dottorato di teologia.

Diplomato anche negli Alti-Studi (Hautes-Etudes), dal 1939 al 1945 e poi dal 1951 al 1962, è professore di filosofia e di teologia al Saulchoir d’Etiolles ( convento di studi dei Domenicani nella provincia di Parigi) e dal 1945 al 1982 è professore di filosofia all’Università di Friburgo (Svizzera).

Quasi subito, nel corso dei suoi studi, padre Philippe sentì la necessità di rinnovare l’insegnamento filosofico e teologico, con un ritorno alle loro rispettive fonti : l’esperienza secondo la prospettiva di Aristotele e la fede contemplativa al seguito di San Tommaso d’Aquino e di San Giovanni. Gli scritti di quest’ultimo lo marcano profondamente e costantemente sono il suo punto di partenza. La sua ricerca di verità prende l’ordine delle tre sapienze : la sapienza filosofica, la sapienza teologica e la sapienza mistica.

Oltre al suo insegnamento, padre «Marie-Do » dona, soprattutto in Francia e in Svizzera, delle conferenze di filosofia e di teologia in ambienti molto diversi (segretari di sindacati cristiani, capi d’impresa, psicanalisti, medici, Associazioni Familiari Cattoliche, Rinnovamento carismatico, artisti, etc.). Predica inoltre in numerosi monasteri (in particolare di carmelitane, benedettine e domenicane, e alla Famiglia monastica Betlemme), in diversi Foyers de Charité in Francia, principalmente a Châteuneuf-de-Galaure accanto a Marthe Robin (per 17 anni ha tenuto il ritiro dei sacerdoti, e numerosi ritiri ai membri del Centro), ma anche in Sénégal, in Togo, in Rwanda, etc., e a dei gruppi di giovani.

A partire del 1949 padre Philippe scrive numerose opere di filosofia e di teologia spirituale, delle quali un certo numero è stato tradotto in diverse lingue. In totale sono oggi più di 35 opere alle quali si aggiungono molti articoli. Comprendono un largo campo di studio e d’interessi : filosofia dell’arte, riflessioni sulle matematiche e la medicina, studi di metafisica, commentari del Vangelo di san Giovanni, scritti sul mistero di Cristo e della Vergine Maria, opere sulla famiglia, etc.

A Friburgo, nel 1975, sulla richiesta di qualche studente francese, fonda, (pur rimanendo domenicano), la Comunità dei Fratelli di San Giovanni e, qualche anno più tardi, quella delle Sorelle contemplative, e succesivamente quella delle Sorelle apostoliche. A queste tre comunità si uniranno numerosi laici, gli oblati di San Giovanni, formando così una nuova famiglia spirituale nella Chiesa : la famiglia San Giovanni.

Nel 1982, al suo ritorno in Francia, pur continuando il suo vario apostolato, si consacra principalmente all’insegnamento della filosofia e della teologia nelle case di formazione dei Fratelli di San Giovanni a Rimont (Saône e Loire), e a St.Jodard (Loire).

Come Fondatore e Priore generale insegna e conduce questa nuova comunità la quale conosce una crescita rapida e un’estensione internazionale importante. Fin dal 1974 una profonda amicizia lo lega a Karol Wojtyla. Attraverso numerosi incontri e lettere, Giovanni Paolo II ha incoraggiato padre Philippe nella sua ricerca filosofica e nel suo ruolo al fianco dei fratelli e delle sorelle della Famiglia San Giovanni.

Nel 2001 la carica di Priore generale viene trasmessa al padre Jean-Pierre Marie e padre Philippe rimane come Fondatore al fianco dei fratelli e sorelle continuando instancabilmente a trasmettere loro il frutto della sua ricerca filosofica e teologica attraverso conferenze e ritiri. Vengono pubblicate delle opere di teologia spirituale e di filosofia, in particolare Retour à la source (Fayard, 2005), la quale presenta la sua riflessione filosofica sulla persona umana.

Il 30 giugno 2006, ha festeggiato i suoi 70 anni di sacerdozio a Ars. Il giorno successivo, il Cardinale Franc Rodé, Prefetto della Congregazione per gli Istituti di Vita consacrata, presente per le ordinazioni dei fratelli di San Giovanni, gli rende un vibrante omaggio. Qualche settimana più tardi, in seguito ad un incidente vascolare cerebrale, padre Philippe perde l’uso della parola. Egli dimora in un grande silenzio, aspettando serenamente l’incontro con Colui che ha tanto desiderato conoscere e far conoscere. Egli muore il 26 agosto 2006, lasciando un testamento luminoso di una vita tutta donata al servizio dell’uomo e di Cristo.