Fioretti delle testimonianze sul Padre Marie Dominique Philippe nr 3

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Il libro « Nel cuore dell’Amore» è sato tradotto in rumeno. L’ho offerto ad un’ adolescente che si poneva delle domande della sua età, in particolare quelle che riguardano la purezza prima del matrimonio. La lettura di questo libro ha prodotto un vero cambiamento : la ragazza aveva trovato delle risposte, degli argomenti sicuri. Spontaneamente il libro è stato proposto dall’adolescendte a tutto un cerchio di amici, che aspettavano, con interesse, che il loro turno di lettura arrivasse. Passato di mano in mano, il libro ha prodotto in tutti i lettori, un grande desiderio di vivere nella purezza.

Una sorella

Nella sua presenza, un silenzio gioioso univa l’assembea, grande o piccola, ed era ogni volta ‘una festa’ quando veniva nella nostra parrocchia! … I suoi insegnamenti, così profondi e pure semplici ad ascoltare, sempre con umorismo dove scoppiavano risate (!), rimangano impresse nel mio cuore, come le Beatitudine… Malgrado la sua piccola corpulenza, la sua povertà e la sua apparente fragilità, il padre Philippe ci trasmetteva con un grande vigore quest’amore (Agapé) del Cristo, della Chiesa e della Vergine Maria.

Brigitte

Nel momento di creare la Facoltà Libera di Filosofia Comparata, ho cercato i migliori professori che potevano dare i loro concorsi, la loro personalità, la loro scienza ed eventualmente la loro santità a questa facoltà. Il primo con il quale ho preso contatto era il Padre Marie-Dominique Philippe che avevo avuto, come professore di teologia a l’età di 20 anni, nel 1950, a Quebec. Ci aveva fatto un corso di filosofia mariano molto notevole. Ho sempre conservato, da quella data, l’idea che, se un giorno la Provvidenza permetterebbe che si mettessi in piedi una facoltà fedele a l’insegnamento della Chiesa e a San Tommaso d’Aquino, il primo con il quale prenderei contatto sarebbe il Padre Philippe. Sono andato a vederlo con il Signore de Monléon, il canonico Roger Verneaux e mio fratello Marcel. È con una piccola squadra che abbiamo stabilito il programma della Facoltà. Ognuno ha avuto la sua parte e il Padre Philippe che era, all’epoca, a Fribourg, veniva dare i suoi corsi tutti i lunedì a Parigi. …

Il Padre Philippe era tropp buono. Non era sospetto perché aveva un anima trasparente. Aveva una grande affettività ma mai la sua affettività a sorpassato le normi della correzzione perfetta e della creanza. …. Non ho mai sentito altra cosa che la lode per la santità del Padre Philippe e per la sua pedagogia del bene delle anime. Quando insegnava Aristote, cercava il bene delle anime, quando insegnava il bello, era ugualmente per prefigurare la Beatitudine…. Tutto quello che faceva era orientato in quel senso. Niente era in lui piccolo, meschino e volgare.

André Clément

Mia sorella era partita con un’amica per aiutare delle sorelle in un orfanato nel Perù. Devo dire che era motlo arrabiata dal fatto che entravo in convento dalle sorelle e perché la comunità San Giovanni prendeva molto spazio nella nostra famiglia. Un giorno, le sorelle gli hanno proposto di andare con loro in prigione incontrare i prigionieri e pregare con loro. Laggiù quando hanno detto che erano francesi, i prigionieri hanno subito detto : « Oh il padre Marie Dominique ! Conoscete il padre Philippe ? » Mia sorella ha dovuto riconoscere che si, e che sua sorella stava per entrare in convento dalle sorelle di San Giovanni in settembre. I prigionieri si sono messi a parlare del padre con tanto amore e di riconoscenza per lui dicendo che aveva dato loro speranza e gioia. Gli hanno scritto una lettera che hanno affidato a mia sorella.

Una sorella

Non dimenticherò mai questo momento di adorazione presso di lui. Adorava Gesù “in atto”! Riconosco di essere stato distratto o portato, non so più, ma il padre era completamente preso dalla presenza di Gesù. Moltiplicava i suoi atti di adorazione, s’inginocchiava, si prosternava, febbrile di comunione. Così present. Così piccolo. Così giovane anche. La fine, al di là della forma. La persona stessa di Gesù. Quest’amicizia “tangibile” con lui, quello che il padre Philippe ci ha trasmesso in tutto il suo insegnamento.

un frate

Nel Padre Philippe, sono stata colpita soprattutto dalla sua gioventù spirituale, una grande gioia di vivere e l’amore di Dio che raggiava dalle sue parole, dai suoi gesti, da tutta la sua persone. Non è possibile che una persona, a quell’età, avendo una vita così intensa, sia così serena, contenta della vita e aperta agli altri al massimo, veduta affidata nelle mani degli altri senza la grazia di Dio. Sono convinta che Dio, nella sua misericordia, mi ha permesso di vedere nel Padre Marie-Dominique, Gesù, affidato alla volontà del Padre, amando fino alla morte …

Ho avuto anche un’incontro personale con il Padre. Guardando la sua attitudine in tutte queste relazioni, pensavo sorpresa: „Una tale attitudine in confronto ad un’altra persona non è possibilie senza lo Spirito Santo, senza grazia, senza abbandono totale a Dio”. Il Padre, con la sua persona, parlava della misericordia e della grande bontà di Dio per ogni umano. L’amore lo faceva trasparente per gli altri: era testimone della presenza del Dio che rende ogni persona umana veramente felice, libera e amante. Con tutta la sua bellezza e la sua grandezza (soprattutto nella sua dimensione intelletuale), il Padre era il più ordinario, diretto, semplice come un bambino et profondemente umano.

une carmelitana

Il Padre Marie Dominique che è stato per noi un padre ben amato, un amico, perché ha saputo immediatamente farsi vicino a noi, mettersi al nostro livello, non per lasciarci lì dove eravamo, ma per elevarci. Al suo contatto, qualcosa succedeva che ci dava fiducia, che radicava in noi la fiducia in Dio, in Maria e questo, è bene per noi il segno della santità della sua vita.

…. È un santo che abbiamo sentito e visto vivere, un santo per il quale eravamo gli amici, noi così piccoli ma così orgogliosi, mai nessuno e niente ce ne toglierà la certitudine, perché sappiamo benissimo da dove veniamo e quello che siamo diventati grazie a Dio senza dubbio, ma grazie a Dio che ha voluto passare per questo piccolo uomo tutto in bianco, con una stretta di mano di ferro, allo sguardo trasparente e alla voce rotta, che tuttavia gridava l’amore di Dio e il desiderio del Cielo.

Monique et Maurice

Dio mi ha permesso di fare l’esperienza dell’autorità paterna attraverso due persone : il Beato Giovanni Paolo II e giustamente il Padre Philippe. Il loro insegnamento e testimonianza della vita sono per me un grande sostegno nel mio passaggio di mancanza di fede per l’ideologizzazione della fede fino alla fede in Dio che È e che agisce in questo mondo ed in me stesso.

La mia attitudine in confronto a Maria è modellata dallo sguardo del Padre Marie-Dominique Philippe sulla Madre di Dio, un sguardo pieno di amore, contemplativo. L’inizio di quest’influenza del Padre sul mio modo di vivere il mistero di Maria è stato, se si può dire, inconsciente. All’inizio della mia vita al Carmelo, una reflessione teologica su Maria, legata al mistero della crocifissione di Gesù, contenuta in un libro del Padre, è rimasta profondemente nel mio cuore. Il libro è stato tradotto dal francese da una sorella. Non ho fatto attenzione al nome dell’autore… L’ho scoperto solo dopo alcuni anni, quando dei libri del Padre erano accessibili in polaco.

Dopo, quand la nostra comunità a conosciuto direttamente la Comunità San Giovanni e il Padre, ho potuto attingere a piene mani l’insegnamento del Padre, il suo amore della Madre di Dio, e continuo sempre ad attingere …

Nelle mie lotte interiori, riferisco tante volte a l’esperienza dell’amore d’amicizia nella sua dimensione umana e nella relazione con Gesù, che mi permette di vincere le tentazioni e ritornare a l’equilibrio interiore. È il padre Philippe che mi ha dato quest’arma perché credeva ed insegnava che l’esperienza dell’amore d’amicizia costituisce il fondamento dell’etica.

una carmelitana

Ci ha introdotti ad un tesoro quando eravamo dei giovani adulti. Da 30 anni non abbiamo cessato di attingere, di farne riferimento. Se « la parola di Dio è cibo» ci ha aperto delle riserve per la vita. Ci ha introdotti alla bellezza della Chiesa, sposa del Cristo. Ci ha imparato ad amare la Chiesa. Ha nutrito e ha addolcito le intelligenze. Ci ha invitati a tenere i nostri cuori aperti… Ci ha aperti alla Contemplazione. Nell’attivismo ambiente nella Chiesa dell’epoca, era come una revelazione.

Per noi il discorso sull’amore d’amicizia, che dei spiriti superiori sembrano oggi volere mettere in causa, aveva un senso. Non siamo ne filosofi, ne teologi. Mais ci ha aiutati a capire quanto il nostro amore, così fragile, così poco assicurato, di giovani fidanzati, ci sorpassava e ci apriva ad un altro Amore ben più grande. E che Dio s’impegnava nel sacramento di matrimonio per nascondere le nostre lacune, le nostre mancanze d’amore. Che l’amore di Dio passava attraverso l’amore degli altri.

Thibaud e Florence